Fiscale e Tributario
Legge di Stabilità 2015: in arrivo la rateazione semplificata dei debiti tributari

Un emendamento al DDL Stabilità 2015 concede al debitore, relativamente a cartelle di pagamento, ingiunzioni fiscali, avvisi di accertamento esecutivi ed accertamenti con adesione, la possibilità di presentare, entro il 30 giugno 2015, domanda di rateazione dei debiti tributari in modo semplificato, senza allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di temporanea obiettiva difficoltà, fino a un massimo di 120 rate mensili.

La disposizione che si cerca di introdurre prevede che – relativamente a debiti tributari scaturenti da cartelle di pagamento, ingiunzioni fiscali, avvisi di accertamento esecutivi e in dipendenza di accertamenti con adesione emessi per tributi di uffici statali, agenzie fiscali, regioni, provincie e comuni – il debitore possa accedere, previa domanda, ad una forma di rateazione “semplificata”.

Il testo dell’emendamento

L’emendamento ravvisa nella “semplificazione” la possibilità di non comprovare la situazione di temporanea obiettiva difficoltà al fine di ottenere la dilazione “per un massimo di centoventi rate mensili”, con un piano di ammortamento a rate costanti o crescenti per ciascun anno a scelta del contribuente, seppure con importo minimo della rata non inferiore a 100 euro.
La disposizione prevede un timing per questa agevolazione: le domande, infatti, possono essere presentate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di Stabilità, da cui, nell’ipotesi prospettata, un’operatività limitata al prossimo 30 giugno 2015.
Il “prezzo” da pagare per l’accesso alla rateazione semplificata dovrebbe essere quello di un interesse annuo lordo pari al 3,69%, decorrente dalla data di notifica dell’atto dal quale scaturisce il debito, ma “con l’esclusione degli interessi di mora […] degli interessi per ritardata iscrizione […] nonché delle sanzioni previste dall’articolo 2, comma 5, e dall’articolo 8, comma 3-bis, del decreto legislativo del 9 giugno 1997, n. 218”.
Le nuove disposizioni, infine, si applicherebbero, in deroga alla normativa vigente in materia di rateazione dei debiti affidati ad Equitalia – e quindi dell’art. 19, D.P.R. n. 602/1973 – anche a quanti risultano decaduti alla data di entrata in vigore della legge di Stabilità per aver inanellato l’omesso versamento di 8 rate, anche non consecutive, del piano rateale concesso dall’agente della riscossione.
Risalta immediatamente anche ad un occhio non esperto in materia di riscossione la circostanza dell’eliminazione di “componenti” comunque essenziali del debito, che se eliminati siccome proposti nell’emendamento rappresenterebbero, senza mezzi termini, una vera e propria sanatoria tuttavia limitata ad alcune fattispecie debitorie e non certo all’universo delle possibili cause di esposizione nei confronti dei diversi enti impositori.
Indiscutibilmente, la disposizione va salutata con favore, vista la congiuntura economico-finanziaria che investe il mondo produttivo e non solo, ma occorre altresì riscontrare non poche lacune e difetti di coordinamento con la normativa vigente in materia di riscossione coattiva e rateazione dei carichi tributari: dei quali sarà opportuno riferire in successivi interventi.
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